Quindici anni dopo che la Francia ha aperto le porte alle scommesse sportive e al poker online, il Paese è nuovamente a un punto di svolta. Dal Gambling Act del 2010, i giocatori francesi possono legalmente scommettere sullo sport, puntare sulle corse ippiche o giocare a poker online. Ma qualsiasi gioco che assomigli a un classico gioco da casinò — slot, blackjack, roulette, baccarat — rimane rigorosamente vietato online.
Eppure, l’idea dei casinò online legali continua a riemergere. Nel 2024, diversi funzionari del governo hanno lasciato intendere che la regolamentazione potrebbe finalmente essere sul tavolo. Mesi dopo, però, non è emerso nulla di concreto e la discussione è diventata ancora più accesa.
Tra pressioni economiche, esitazioni politiche ed esplosione dei siti offshore illegali, la Francia si trova ora davanti a una semplice domanda evitata per anni:
I casinò online dovrebbero essere regolamentati e, se sì, in che modo?

La Francia gestisce attualmente uno dei sistemi di gioco online più rigidi in Europa. Tutto è supervisionato dall’Autorité Nationale des Jeux (ANJ), l’ente regolatore creato nel 2020 per proteggere i giocatori, controllare la pubblicità, combattere le frodi e garantire trasparenza.
Secondo le norme attuali, solo tre attività online sono consentite:
Stop. Niente slot, niente roulette, niente tavoli digitali di blackjack. Chiunque voglia un intrattenimento legale e regolamentato deve affidarsi agli operatori con licenza ANJ, nomi come Betclic, Winamax, PMU e Parions Sport.
Questo modello restrittivo appare sempre più fuori passo rispetto al resto d’Europa, dove Paesi come Italia, Spagna e Regno Unito regolamentano completamente i casinò online.
La spinta a rivedere la legge non avviene nel vuoto. Diverse tendenze hanno reso la riforma difficile da ignorare.
1. L’esplosione dei siti offshore illegali
Nonostante le frequenti operazioni dell’ANJ, le piattaforme di casinò non autorizzate continuano a spuntare e prosperare. Attirano i giocatori proprio perché la Francia non offre alternative legali, creando un mercato nero senza alcuna protezione per i consumatori.
2. Un’opportunità finanziaria difficile da ignorare
Analisi governative stimano che i casinò online regolamentati potrebbero generare centinaia di milioni di euro all’anno. Con i bilanci statali sotto pressione, un’entrata del genere non passa inosservata.
3. Pressione per allinearsi all’Europa
I giocatori francesi sono sempre più digital-first. E con i Paesi vicini che già regolamentano i casinò online, la Francia rischia di rimanere indietro, sia tecnologicamente sia economicamente.
4. Momento politico favorevole
Alla fine del 2024, alcuni funzionari hanno apertamente riconosciuto che la legalizzazione era in esame. Da allora i tempi si sono allungati, ma l’intenzione non è scomparsa.
Nonostante gli incentivi evidenti, diverse forze influenti stanno rallentando il processo.
Resistenza dei casinò fisici
Gli operatori terrestri temono di perdere clienti a favore delle opzioni online. Molti dipendono da turismo, posti di lavoro e attività economica regionale e vedono la legalizzazione come una minaccia diretta.
Timori legati alla dipendenza
I giochi da casinò sono veloci, coinvolgenti e tra le forme più addictive di intrattenimento online. I gruppi di tutela avvertono che ampliare l’accesso potrebbe peggiorare i problemi di gioco patologico, soprattutto tra i giovani adulti.
Un compito regolatorio complesso
Creare un quadro per i casinò non è semplice come premere un interruttore. I legislatori dovrebbero definire standard tecnici, regole di licenza, modelli di tassazione, limiti pubblicitari e sistemi avanzati di protezione dei giocatori.
Bilanciare l’industria esistente
Qualsiasi riforma deve evitare di destabilizzare il mercato delle scommesse sportive, dove Betclic, Winamax, PMU, Parions Sport operano già sotto regole rigorose.
Mentre la Francia discute se aprire ai casinò online, diverse giurisdizioni hanno già avanzato con regolamentazioni complete o parziali. Osservare il loro funzionamento offre ai legislatori francesi un utile punto di riferimento — e un avvertimento.
L’Italia è uno dei mercati iGaming più avanzati d’Europa. I giochi da casinò online sono legali sotto un regime di licenze gestito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS). Le concessioni per il gioco a distanza sono state introdotte nei primi anni 2010 e ora vengono assegnate tramite bandi competitivi.
Nel 2025, l’Italia ha lanciato un nuovo bando di gara per licenze online di nove anni, concedendo licenze a 46 operatori che coprono oltre 50 brand, tra cui gruppi importanti come Bet365, 888, LeoVegas e Sisal. L’esempio italiano mostra come uno Stato possa aprire il gioco online mantenendo un controllo rigido su chi può operare e con quali standard tecnici e di compliance.
Il Regno Unito ha uno degli ambienti di casinò online più liberali ma al tempo stesso più regolamentati al mondo. La UK Gambling Commission supervisiona tutti i settori del gioco, inclusi i casinò “remote” (online). Gli operatori devono ottenere una licenza di remote casino per offrire slot, roulette, blackjack o poker via siti o app.
Negli ultimi anni il Regno Unito ha rafforzato in modo deciso la protezione dei giocatori: nuove regole introducono controlli finanziari sui clienti oltre certi limiti di deposito e criteri più rigidi di design dei giochi per rallentare il gameplay delle slot e ridurre l’intensità. Il modello britannico mostra cosa la Francia potrebbe dover affrontare se legalizzerà i casinò online: un mercato privato dinamico combinato con misure di tutela sempre più invasive.
A differenza della Francia o del Regno Unito, gli Stati Uniti non hanno un quadro federale unico per i casinò online. Ogni Stato decide autonomamente se autorizzare l’iGaming. A fine 2025, i casinò online completamente regolamentati — con slot e giochi da tavolo a soldi veri — sono legali solo in sette Stati: New Jersey, Pennsylvania, Michigan, Delaware, West Virginia, Connecticut e Rhode Island.
Altri Stati, tra cui New York, Illinois e Massachusetts, stanno valutando proposte per unirsi al gruppo. L’esperienza americana evidenzia due lezioni chiave:
Il Canada regola il gioco principalmente a livello provinciale. Ogni provincia decide se offrire giochi da casinò online e con quale modello. Storicamente ciò significava piattaforme gestite dal governo, come OLG.ca in Ontario.
Nel 2022, l’Ontario ha introdotto un grande cambiamento, lanciando un mercato iGaming competitivo in cui gli operatori privati possono ottenere licenza sotto la supervisione dell’AGCO (Alcohol and Gaming Commission of Ontario) e di iGaming Ontario.
Risultato: l’Ontario è rapidamente diventato uno dei più grandi mercati regolamentati del gioco online in Nord America. Per la Francia, il modello canadese mostra una possibile “via di mezzo”, unendo supervisione pubblica e apertura controllata ai marchi privati.
Fino a poco tempo fa, il Brasile non aveva un quadro nazionale chiaro per il gioco online. Tutto è cambiato con la Legge 14.790/2023 e i regolamenti successivi, che hanno creato un sistema federale di licenze per scommesse a quota fissa e “giochi online”, categoria che comprende i casinò online.
Da gennaio 2025, solo gli operatori autorizzati dal Ministero delle Finanze possono offrire e pubblicizzare questi servizi. Le licenze costano circa 30 milioni di BRL per un periodo di cinque anni e possono coprire sia le scommesse sportive sia le attività di casinò online.
Il Brasile ha già rilasciato dozzine di licenze, creando uno dei mercati emergenti più promettenti al mondo, ma sollevando anche domande sull’enforcement e sulle infrastrutture di gioco responsabile in un Paese vasto e molto diversificato.
Sebbene non sia stata adottata alcuna legge, stanno emergendo alcuni modelli potenziali.
Un’apertura controllata e graduale
La Francia potrebbe inizialmente concedere licenze solo ai gruppi di casinò terrestri. Ciò proteggerebbe le sedi fisiche e rifletterebbe approcci già adottati altrove in Europa.
Consentire agli operatori di scommesse attuali di espandersi
Un altro scenario permetterebbe ai bookmaker già autorizzati dall’ANJ — come Betclic o Winamax — di richiedere licenze per i casinò online, diversificando la loro offerta.
Regole severe e forte compliance
Qualsiasi quadro normativo includerebbe quasi certamente:
Tempistiche lunghe
Un lancio nel 2025 sembra ormai improbabile. Un’implementazione graduale nel 2026 o successivamente appare più realistica.
Se i giochi da casinò diventassero legali, il settore delle scommesse sportive in Francia ne risentirebbe quasi subito.
Per i bookmaker francesi, la regolamentazione potrebbe essere un’enorme opportunità — ma solo se sarà permesso loro di partecipare.

Indipendentemente dal modello scelto, una cosa è certa: la Francia non legalizzerà i casinò online senza introdurre alcune delle norme di gioco responsabile più rigide d’Europa.
L’ANJ già applica:
Per i casinò online, i requisiti diventeranno ancora più severi, con probabili aggiunte come:
La sicurezza dei giocatori determinerà il successo o il fallimento della riforma.
Se la Francia deciderà di procedere, il Paese potrebbe vedere:
Avvicinerebbe inoltre la Francia agli standard europei e modernizzerebbe un sistema rimasto sostanzialmente immutato per oltre un decennio.
La Francia è a un bivio. Il governo sa che il cambiamento è necessario, gli operatori si stanno preparando e le piattaforme illegali continuano a crescere. Ma cautela politica, preoccupazioni sociali e disaccordi nell’industria stanno rallentando tutto.
Che accada nel 2025, 2026 o anche più tardi, una cosa diventa chiara: la pressione per regolare i casinò online è in aumento e la Francia dovrà, prima o poi, fare una scelta.